1861 – 17 marzo – 2021

17 marzo testata

160° dell’Unità d’Italia

A Foligno, fu grandissimo il tributo alla Unità e Libertà dell’Italia, tributo di sangue, di carcere e di militanza di tanti Uomini e di alcune Donne di provata fede patriottica. Basti ricordare Cesare Agostini, Colomba Antonietti, Francesco Benaducci. Lo si legge nella bellissima sintesi storica (scaricabile qui in pdf) scritta dal professor Giovanni Lazzaroni, il quale, nel 1960-61, era Assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Foligno; e come agevolmente si potrà verificare consultando i tre volumetti storici dei quali mostriamo le copertine.

I contenuti dei tre opuscoli, peraltro, sono stati riproposti integralmente nel volume su  Foligno e il Risorgimento (286 pp.) che Fabio Bettoni ha curato per le Edizioni Orfini Numeister e che ha visto la luce nel 2012. In quel libro, insieme ad una pregevole introduzione di Sergio Gentili, allora presidente del Consiglio Comunale e lungimirante committente dell’opera, si leggono contributi dello stesso Bettoni e di Rossana Landi, Elena Laureti, Bruno Marinelli, Annamaria Menichelli, Adriano Serafini, Roberto Tavazzi e Paola Tedeschi: tutti Accademici Fulginei, come Silvia Bosi insostituibile coordinatrice redazionale. Molti concittadini hanno chiesto l’opera alla Biblioteca Comunale e l’hanno gratuitamente ricevuta. Forse la Biblioteca potrà esaudire qualche ulteriore richiesta. 

Foligno, Palazzo comunale. I Padri della Patria effigiati sulla campana maggiore (in “I Palazzi pubblici di Foligno“, a cura di Fabio Bettoni, Perugia, Quattroemme, 2014, pp. 258-260).

Gli “otto giorni del Cucugnaio” e la loro eco europea

Stendhal_cop
Stendhal, Foligno, il carnevale e il cucugnaio

Se ci si domanda che relazione ci sia tra queste parole, l’unica che attira l’attenzione, quanto meno dei folignati, è quella tra Foligno e il cucugnaio. Ma che legame ci sia con il carnevale e soprattutto con Henri Beyle, noto come Stendhal, uno dei maggiori prosatori europei dell’Ottocento, è una curiosità che sarà soddisfatta da chi vorrà tuffarsi nella lettura di questo saggio inedito di Fabio Bettoni il quale, da profondo conoscitore della letteratura francese, ha scoperto il racconto di Stendhal che vi proponiamo in tempo di carnevale, perché la vicenda ivi narrata dall’anonimo gentiluomo italiano fa riferimento al periodo di carnevale di un certo anno.

  1. Stendhal e i Ricordi di un gentiluomo italiano
  2. Stendhal e Foligno
  3. Il carnevale e il cucugnaio

Nell’edizione italiana di Romanzi e racconti (1826-1839) di Stendhal, curata da Carlo Cordié ed edita da Mursia a partire dal 1965, al riguardo del rapporto che lega i termini che abbiamo posto come titolo, in una nota il curatore scrive: La testimonianza di Stendhal non ci sembra sia mai stata ricordata, nemmeno sotto l’interesse della documentazione del turismo locale (p. 805, n. 23).

Dal carnevale 2021 non è più così.

Roberto Tavazzi

Primi d’Italia… da leggere!

Maccaroni_copertina

L’edizione 2020 dei Primi d’Italia/Festival Nazionale dei Primi Piatti, che doveva tenersi nei giorni 24-27 settembre è stata annullata.

Proponiamo di leggere un bel libro nel quale grani, semole, paste e pastai sono protagonisti a tutto tondo: Maccaroni vermicelli e tagliolini. Paste alimentari a Foligno tra Seicento e Novecento, di cui sono autori i nostri accademici Fabio Bettoni e Bruno Marinelli. Il libro, pubblicato nel 2019, è stato distribuito dall’Editore “Il Formichiere” di Marcello Cingolani, e comincia così:

Che la pasta alimentare fosse conosciuta e consumata in Foligno e dintorni già nel Cinquecento, lo testimoniano tracce documentarie sporadiche ma significative, come il nome, o soprannome, di «maccarone» che portano il padre di Pierdonato di Trevi, il figlio del defunto Pierangelo del villaggio di Fondi tra i monti di Foligno, il nonno di Piergentile di Sebastiano di Bevagna ed il locandiere Simone di Matteo Trabalsochi del villaggio di Valle; la «cocchiara da maccaroni», presente nell’inventario dei beni ereditari di un altro locandiere, Sante alias Guercio di Bernardino, e di quelli del nobile Celio Nuti; e, forse, la «ratta cascio» o «gratta cascio», che figura tra i beni relitti da Lauro Barbati, fratello del celebre poeta Petronio e suocero dell’altrettanto famoso poeta Vincenzo Jacobilli, e tra quelli reperiti in casa del sacerdote Marchesio Orfini. Ed altrettanto familiare doveva essere, quantomeno nella nobile famiglia Rossi, il tipo particolare di pasta nota come «vermicelli», giacché i fratelli Cristiano, Carlo e Francesco Rossi possedevano in comune alcune case e botteghe in Roma nei pressi di piazza del Popolo, due delle quali condotte in locazione proprio da vermicellari.

Il logo della manifestazione folignate

Maccheroni, lasagne e tagliolini figurano nel tariffario dei generi in vendita nelle botteghe dei pizzicagnoli folignati solo nel 1644 (ma non è da escludersi che vi fossero notificazioni precedenti), e, per avere notizia di una prima bottega nostrana in cui la pasta venisse prodotta meccanicamente e posta in vendita, bisogna attendere il 1648. Questo libro vuole fornire un primo approccio d’insieme, e, muovendo appunto dal ’48, si spinge fino agli anni Trenta del Novecento, con ciò attraversando la lunga fase di transizione dalla bottega artigiana, ove produzione e vendita delle paste si combinavano tra loro, alla fabbrica industriale della Ditta Fratelli Pambuffetti della quale facciamo conoscere il profilo al 1938, anno nel quale poteva dirsi concluso il processo di adeguamento alle nuove tecniche produttive e alle relative tecnologie. Duecentonovanta anni di storia filtrati dai profili biografici di una quarantina di pastai, delineati nei contesti famigliari loro, e relativi contorni sociali.

pp. 11-13

Pedala Italia, pedala Foligno

Pedala Italia. 20 viaggi in bici per tutti nelle regioni italiane, Portogruaro, Ediciclo Editore, 2020
La copertina della pubblicazione Ediciclo.

All’inizio di luglio, Ediciclo Editore (Portogruaro) ha mandato nelle edicole italiane un tascabile titolato Pedala Italia. 20 viaggi in bici per tutti nelle regioni italiane. L’itinerario n. 12 (pp. 84-89) riguarda lo spazio interregionale Umbria-Lazio ed è intestato a La ciclovia delle Marmore/Da Assisi a Orte – 143,8 km in 5 tappe. Con la tappa n. 1, Assisi – Bevagna 28,6 km  si consigliano due deviazioni: una a Spello e una a Foligno; della nostra città si scrive: “con il Duomo del XII secolo e Palazzo Trinci, dal nome della famiglia che governò la città dal 1310 al 1439 arricchendola di monumenti. Fine giornata a Bevagna” (p. 86). Tutto qui (a parte la datazione errata di 1310 per 1305).

Per le campagne amene. Itinerari cicloturistici nella pianura di Foligno, Spello, Dimensione Grafica Editrice, 2011
La copertina della guida degli itinerari cicloturistici folignati.

Per opportuna (e riteniamo necessaria) integrazione, ci permettiamo di suggerire al ciclopedalatore eventualmente “deviante” la lettura di un altro tascabile: Per le campagne amene. Itinerari cicloturistici nella pianura di Foligno; progettato e scritto da Roberto Tavazzi, con la collaborazione amichevole (in archivio e in biblioteca) di Fabio Bettoni e Bruno Marinelli, il piccolo volume da tasca e da zainetto (151 pp.) è stato stampato da Dimensione Grafica Editrice (Spello) nel 2011. Si è trattato di scelta interessante dell’Amministrazione Comunale di Foligno presieduta dal sindaco Nando Mismetti; una scelta fortemente voluta da Massimiliano Romagnoli, allora vice-sindaco con delega allo Sport. In margine, due notazioni: sembra che il libretto, stampato in centinaia di copie, sia andato “a ruba”; l’Autore e i suoi due Sodàli sono membri autorevoli dell’Accademia Fulginia.

29 gennaio 2020: Assemblea ordinaria

Feliciano Baldaccini e Giuseppe Galligari

Da tempo nel “Bollettino Storico”, più recentemente anche attraverso giornate di ricordo, l’Accademia Fulginia è solita dedicare momenti di riflessione e approfondimento attorno a significative figure di fulginei che si siano distinti per la loro opera a favore della città. Nel pomeriggio di mercoledì 29 gennaio, nell’ormai consueta ambientazione del Salone d’onore di palazzo Candiotti, gentilmente messa a disposizione dall’Ente Giostra della Quintana, le accademiche Annamaria Menichelli (già direttrice del Sistema Museale Folignate) e Rita Fanelli Marini (Consigliera dell’Accademia) hanno ricordato rispettivamente le figure di Feliciano Baldaccini e Giuseppe Galligari. Tra le altre attività meritorie a favore della città, ai due si deve la rinascita della Fulginia nel 1961.

Annamaria Menichelli
Annamaria Menichelli commemora Feliciano Baldaccini (29 gennaio 2020)

Feliciano Baldaccini (1918-2008) fu direttore della Biblioteca Comunale di Foligno, ordinatore e reggente dell’Archivio Storico Comunale, conservatore della Pinacoteca Civica, bibliografo, Socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, cultore di Storia locale (notevoli le pubblicazioni al suo attivo – tra le quali la pagina dedicata ai tipografi ed editori Campitelli nel Dizionario Biografico degli Italiani, come ha ricordato Annamaria Menichelli). A lui si devono la cura e la rinascita del museo, della pinacoteca e della biblioteca in Palazzo Trinci, profondamente sconvolti dopo l’ultimo conflitto mondiale; nel solco della sua curatela possono dirsi i recenti ulteriori valorizzamenti del complesso trinciano (il testo integrale della relazione, in pdf, è scaricabile qui).

Rita Fanelli Marini commemora Giuseppe Galligari (29 gennaio 2020)

Giuseppe Galligari (1919-2010) avvocato civilista e giornalista dall’ottima penna, fu tra i promotori nel 1946 della Giostra della Quintana, ma alla sua intraprendenza molto devono anche sodalizi folignati ormai radicati in città, come l’Associazione “Pro Foligno”, l’Aereo Club, il Rotary Club (che fondò nel 1960 e di cui resse la presidenza nel biennio 1962-63); dal 1964 e per molti fu presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Tecnico Commerciale “Feliciano Scarpellini”, ma di lui i folignati ricordano anche la fervida attività di cronista (per 40 anni ha diretto la redazione folignate de “Il Messaggero”): una passione sviluppatasi durante la guerra, quando svolse il ruolo di responsabile delle radiocomunicazioni della Quinta Armata statunitense in Italia, come ha ricordato Rita Fanelli Marini (il testo integrale della relazione è scaricabile qui, in pdf).

Hanno presenziato alla serata i figli di Giuseppe Galligari, Cesare e Maria Giovanna, con quest’ultima che, nel ringraziare il presidente Fabio Bettoni e gli accademici tutti, ha ricordato l’attaccamento del padre alla natia Foligno: un attaccamento che volle considerare più degno rispetto a una brillante carriera giornalistica fuori città, che pure si profilava negli anni del secondo dopoguerra come concreta occasione. Aperto alla cittadinanza tutta, l’incontro di memoria è stato presieduto dall’accademico Piero Lai, già dirigente dell’Area Cultura del Comune di Foligno.

L’incontro pubblico è stato preceduto dall’assemblea annuale dei soci ordinari dell’Accademia. In apertura l’omaggio degli accademici a Manlio Marini, già sindaco di Foligno per due mandati (novembre ’93-maggio ’95; e dal 2004 al 2009) e accademico ad honorem dal 2004. Il Presidente Fabio Bettoni gli ha rivolto un sentito messaggio di saluto (il testo, in pdf, scaricabile qui), seguito dalle commosse parole di commiato e di sincero apprezzamento e viva gratitudine per le attività accademiche da parte del festeggiato e dall’applauso festoso dei presenti.

Il Presidente Fabio Bettoni ha quindi continuato con il ricordo del professore Antonio Calistri, accademico recentemente scomparso e del quale nel “Bollettino” di prossima uscita verranno pubblicate le vicende biografiche, e proseguito con la Relazione sulle attività del 2019 (il testo, in pdf, scaricabile qui) e quella relativa al Programma dell’anno 2020 (il testo, in pdf, scaricabile qui). Infine il Vice-presidente Luigi Sensi ha illustrato i bilanci 2019-2020 sottoposti all’approvazione dell’assemblea.

Galleria fotografica dell’evento

Comunanza Agraria di Sant’Eraclio

Comunanza Agraria di Sant'Eraclio

Comunanza Agraria di Sant’Eraclio
in collaborazione con
Accademia Fulginia di Lettere Scienze e Arti
Associazione Nazionale Insegnanti di Geografia sez. Umbria

invitano alla presentazione dei libri

La Comunanza Agraria
in Sant’Eraclio di Foligno
Le origini (1918)
di Fabio Bettoni
e
Buongiorno, Presidente!
Dialogo metafisico su Comunanze Agrarie
e il senso del Bene Comune
di Giacomo Committeri

edizioni Il Formichiere, di Marcello Cingolani

che si terrà sabato 21 dicembre 2019, ore 17
nel vecchio molino Viola al Castello dei Trinci
via del Castello,

Sant’Eraclio di Foligno

con la presentazione di
Maurizio Coccia
segretario regionale per l’Umbria
dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia

e la partecipazione degli Autori

presiede
Enrico Marchionni
segretario della Comunanza Agraria di Sant’Eraclio

259° Anniversario della Fondazione – 23 agosto 2018

di Maurizio Coccia
pubblicato in “Foligno, bollettino della Pro Foligno”, anno 18°, n. 9, p. 7.

I Soci Ordinari dell’Accademia Fulginia, riuniti in Assemblea il 28 novembre 2017, ed il Magistero Accademico, nella seduta del 26 febbraio 2018, hanno deliberato di conferire il grado di Accademico d’Onore al dottore Luca Radi Presidente attuale della “Pro Foligno” per tributare il dovuto riconoscimento ad un’Associazione la quale svolse, durante la presidenza dell’avvocato Vinicio Mazzoli, un ruolo determinante nel favorire, il 31 giugno 1961, la rinascita della “Fulginia”.

Luigi Sensi durante la lettura del testo del diploma

Questo è il testo redatto sul diploma che il 23 agosto scorso in palazzo Trinci è stato letto da Luigi Sensi e consegnato appunto a Luca Radi da Boris Ulianich, presidente onorario della “Fulginia” e da Mario Timio, consigliere dell’Accademia e vice-presidente della “Pro Foligno”, alla presenza del sindaco di Foligno Nando Mismetti. Non casuale la scelta della data: il 23 agosto 2018 segnava infatti il 259° annuale della fondazione dell’Accademia Fulginia originaria.

Come si accenna nel dispositivo del diploma, la ricorrenza che, con Fabio Bettoni, Luigi Sensi e Lucia Bertoglio (rispettivamente presidente, vicepresidente e segretaria), la “Fulginia” ha inteso dallo scorso anno calendarizzare, è quest’anno un omaggio al ruolo svolto dalla “Pro Foligno” nella rifondazione dell’Accademia: «Il 21 aprile 1961 – spiega lo stesso Fabio Bettoni alla platea della Sala Rossa di Palazzo Trinci -, si riuniva il Consiglio Direttivo dell’Associazione “Pro Foligno” per discutere e deliberare in merito al seguente argomento: “Attuare in modo organico e definitivo una ‘Storia di Foligno’ dalle prime notizie storicamente certe sino all’Unificazione del territorio nazionale”. Il 13 maggio, si varava un Comitato per programmare il raggiungimento dell’obiettivo; era composto da: Feliciano Baldaccini, Tommaso Biondi, Francesco Botti, don Francesco Conti, Emilio De Pasquale, Giuseppe Galligari, Giovanni Lazzaroni, Francesco Mancini, Stefano Menicacci, Pietro Pani Buffetti, Maria Virginia Prosperi Valenti. Il 30 giugno, nasceva la Seconda Accademia Fulginia: Seconda, giacché la Prima aveva visto la luce il 23 agosto 1759 mantenendosi attiva fino agli anni dell’Unificazione».

Lucia Bertoglio ha sottolineato nella prolusione le prossime circostanze in cui “Fulginia” e “Pro Foligno” rinsalderanno i loro legami; tra le altre iniziative, ricorrendone i centenari, la valorizzazione delle figure del cartografo Vincenzo Maria Coronelli (1650-1718) e di Emilio De Pasquale e Feliciano Baldaccini, entrambi nati nel 1918.

A Boris Ulianich l’orazione di consegna, in parte centrata sulla figura di Radi e sulla “Pro Foligno”, in parte prodiga di utili suggerimenti: «Ho letto ammirato gli àmbiti di impegno e di lavoro di Luca Radi: con lui, la “Pro Foligno” ha ora il compito di proseguire il lavoro egregio compiuto in oltre cento anni di storia. Ammirazione profonda ha sempre d’altronde destato in me anche la vivacità associativa della città nel suo complesso. Esiste un coordinamento di tante attività? Semmai ne auspico la creazione; come invito Luca Radi a guardare alle origini del sodalizio che presiede: perché non accentuare quel taglio sociale che la “Pro Foligno” ha avuto sin dagli albori? Ricordo tra le maggiori iniziative le fondazioni dell’associazione “Croce Bianca” e della “Biblioteca Popolare Circolante”; perché non pensare oggi ad esempio a una scuola di Italiano per stranieri?».

Luca Radi durante il suo intervento

Luca Radi ha risposto sùbito con favore alle proposte di Ulianich: «Mi piacciono le sfide e aggiungo, oltre al necessario ritorno a una funzione sociale della Pro Loco suggerito dal professore, la necessità di innovare. Provengo dal mondo dell’impresa, nel quale solo chi innova sopravvive alla crisi; ciò che secondo me manca oggi è proprio un legame tra il marketing territoriale e i sodalizi di cultura come la “Fulginia”. Non vorrei più condividere la delusione di certi turisti milanesi che ho personalmente accompagnato a visitare la casa natale di Giuseppe Piermarini, trovandomi di fronte a un portone chiuso».

Nella seconda parte, presentata da Fabio Bettoni, il dialetto folignate cantato e recitato in poesia ha allietato la platea: «Non una parentesi “Pop” può dirsi questa, dacché la parlata locale è cultura e l’Accademia se ne è già ampiamente occupata» (e cita Giuseppe Tardioli, I poeti di Foligno oggi: il loro messaggio, in “Bollettino Storico della Città di Foligno”, VI, 1982, pp. 279-310). Franco Bosi ha auspicato una più stretta collaborazione tra le Accademie “Fulginia” e de Tribbiu” e ha letto poesie proprie. Sulla nervatura linguistica di Bosi, conclude Bettoni, hanno scritto in modi diversi Marcello Mongardo ed Elena Laureti; si rimanda ai volumi Fuligno in versi, editore Il Formichiere, e Da lu centru de lu munnu. Dalla parlata di Foligno alla lingua italiana, Centro di ricerche Federico Frezzi. Sono state lette anche poesie in dialetto di altri autori folignati: Giulio Giuliani (Le meràngole), Tullio Maggiolini (Li sette Sippurgri), Giovanni Polanga (Lu Tupinu), Stelio Albanesi (Fifone), Ruggero Cantoni (La fiera settembrina). Tra una lettura e l’altra, alcune poesie, come Fuligno mia di Bosi, sono state mirabilmente interpretate dalla voce e dalla chitarra di Roberto Piermatti.

Galleria fotografica dell’evento

258° Anniversario della Fondazione – 23 agosto 2017

di Maurizio Coccia
pubblicato in “Foligno, bollettino della Pro Foligno”, anno 17°, n. 9, p. 15.

Nuove aggregazioni

Il tavolo della Presidenza

«Ci affacciamo alla Città con un’assemblea pubblica che era da tempo nei nostri progetti e che vogliamo far diventare un appuntamento annuale. Essere qui nella Sala del Consiglio comunale è attestazione che l’Amministrazione e le Associazioni culturali appositamente intervenute ci riconoscono come patrimonio cittadino». Così il 23 agosto, ricorrendo il 258esimo anno dalla fondazione, la professoressa Rita Fanelli Marini ha aperto a nome del Magistero il nuovo anno accademico del Sodalizio, inaugurando al contempo il triennio 2017/20 con i professori Fabio Bettoni e Luigi Sensi (rispettivamente alla presidenza e alla vicepresidenza) e la dottoressa Lucia Bertoglio (alla segreteria). Ma l’occasione è stata anche propizia per ufficializzare con una cerimonia (presenti quali Soci Onorari gli ex sindaci Maurizio Salari e Manlio Marini e quello in carica Nando Mismetti) i nuovi Soci Ordinari e Corrispondenti. A loro, i diplomi di aggregazione ideati dal grafico Michelangelo Augusto Spadoni. Ecco i nomi degli Ordinari: Matelda Albanesi, Giovanni Bosi, Emanuela Cecconelli, Elena Laureti, Pierluigi Mingarelli, Anna Maria Rodante, Paola Tedeschi; e dei Corrispondenti: Lia Barelli, Silvia Bosi, Luciana Brunelli, Maurizio Coccia, Giorgio De Petra, Marika Di Cesare, Annarita Falsacappa, Marta Gaburri, Marta Maffei, Angelo Menichelli, Roberto Nesci, Carlo Roberto Petrini, Veruska Picchiarelli, Benedetta Ricci, Franco Spellani, Alessandro Trinci, Ottaviano Turrioni.

L’Accademia e la Storia locale

Basta vedere l’elenco completo dei Soci o scorrere l’indice di un Bollettino Storico, ha poi aggiunto il presidente Fabio Bettoni nella sua prolusione, per comprendere come all’Accademia non interessino tanto i titoli, ma la probità intellettuale di chi vi partecipa. Il Sodalizio è dunque aperto e multidisciplinare, ma non trascura la qualità degli interventi e dei partecipanti. E i dati numerici delineano un certo cambiamento: con i 7 appena eletti, i Soci ordinari sono 47 (di cui 13 donne); i corrispondenti 112 (compresi i 17 nuovi). Le donne rappresentano circa un terzo degli accademici (ma tra i nuovi, sono oltre la metà) e questo è un segno di profonda cesura rispetto al passato (con l’eccezione di Battista Vitelleschi tra i “Rinvigoriti”, occorrerà aspettare il secondo Novecento per leggere un nome femminile tra gli accademici folignati). Ma non è l’unico. «Se il 23 agosto del 1759 rappresenta un richiamo storico a cui legare la ricorrenza di quest’anno, la data non funge tuttavia da richiamo ideale. Diverse – continua il presidente Bettoni, che ha arricchito la prolusione con una storia dell’Accademia e del suo ruolo nell’attuale contesto locale e nazionale -, sono infatti oggi le accademie ancora vitali: solo per rimanere in Valle Umbra non si possono dimenticare la Properziana di Assisi, la Spoletina (già degli Ottusi), oltre ai più giovani sodalizi di Bevagna e Montefalco. Ma anche quando tramandino nel nome radicate tradizioni, mutati sono ormai gli àmbiti di ricerca. La stessa Fulginia nasce come accademia meramente letteraria, e quanto difficile appare oggi il suo primitivo intento di stendere “una completa Storia della Città”; oggi che sappiamo come quello della Storia locale sia “il terreno più fragile” su cui cimentarsi (per dirla con le parole di Giuseppe Ricuperati): “Fragile”, perché “nel pensarla possono prevalere confini mentali condizionati da una fantasia povera di avventura” (G. Ricuperati, in Storia e piccole patrie, Pesaro, 2017, p. 165). Eppure, terreno necessario da battere, perché quello su cui si spende la vita quotidiana. Così la Fulginia, nel suo lungo processo di trasformazione, è oggi chiamata alla cura e alla sistemazione di tutti quei frammenti sedimentatisi in 258 anni di Storia locale».

L’obiettivo, ha concluso Bettoni, è interrompere quella che il noto storico Eric Hobsbawm ha definito ne Il secolo breve una “distruzione dei meccanismi sociali che connettono l’esperienza dei contemporanei a quella delle generazioni precedenti”, per cui la “maggior parte dei giovani alla fine del ‘900 è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono”.

Galleria fotografica dell’evento