Accademici Ordinari defunti

A  B  C  D  E  F  G  L  M  N  O  P  R  S  T  V  Z

a cura di Fabio Bettoni e Roberto Tavazzi

Abbreviazioni
BDSPU = “Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria”
BSCF = “Bollettino storico della Città di Foligno”
GF = “Gazzetta di Foligno”
CaRiFo = Cassa di Risparmio di Foligno
DSPU = Deputazione di Storia Patria per l’Umbria

A

Giovanni Ambrosi (1886-1972), accademico dal 1963.
Vedi, nel sito “Storia-Presidenti dal 1961”, e O. Presciutti, Giovanni Ambrosi, in BDSPU, 70 (1973), pp. 193-195.

d. Sergio Andreoli (1940-2020), dal 1981.
Cultore degli studi su santa Angela da Foligno, direttore dell’Archivio storico diocesano di Foligno; così lo ha ricordato il magistero accademico, all’indomani della morte.
Per l’Accademia, un esclusivo profilo (inedito) e repertorio bibliografico a cura del fulgineo Fortunato Frezza, Don Sergio Andreoli prete angelano, 2020.

Franco Antonelli (1929-94), dal 1987.
Folignate, architetto e urbanista di chiara fama, consigliere della CaRiFo, vice-presidente dell’Associazione “Pro Foligno”.
Vedi: [M. Gianformaggio], Ricordo di Franco Antonelli architetto, in BSCF, XVII, 1993, pp. 403-418; S. Lenci, M. Gianformaggio (a cura di), Franco Antonelli Architetto, testi di S. Lenci, R. Pedio, G. Sibilia, I. Tomassoni, B. Toscano, Foligno, Amilcare Pizzi per CaRiFo, 1996; L. Piermarini, Siro Silvestri e Franco Antonelli: la Città di Foligno e l’Architettura Sacra, in M. Sensi (a cura di), Siro Silvestri Vescovo. “Un solerte e santo pastore” (1913-1997), Foligno, Diocesi di Foligno, 2005, pp. 415-428 e 463-505; V. Menchetelli, Franco Antonelli, in P. Belardi (a cura di), NAU. Novecento Architettura Umbria, Foligno, Il Formichiere, 2014, pp. 72-75.

B

d. Antonio Bacci (1885-1971), dal 1968.
Cultore di studi umanistici, vescovo e cardinale.

Feliciano Baldaccini (1918-2008), fondatore nel 1961.
Nel sito “Storia-I fondatori”; nonché “Archivio”, i contributi di S. Baldaccini e F. Bettoni; e “Attività” (pdf scaricabili), commemorazione tenuta da A. Menichelli il 29 gennaio 2020 (pdf scaricabile).

Augusto Bartolini (1897-1970), dal 1964, Trevi.
È il protagonista del recente libro scritto dalla figlia Anna Paola, Un idealista poeta alla Grande Guerra. Dal diario e dalle lettere di Augusto Bartolini, Perugia, Edizioni Era Nuova, 2018; il diario è riproposto dall’Autrice intrecciandone i contenuti con la corrispondenza che il Nostro tenne negli anni 1916-19, e la lettura conferma il connotato idealistico-poetico segnalato nel titolo (una pagina esemplare in tal senso è la lettera a DS, sua compagna di liceo a Roma, scritta il 3 marzo 1918, ove la sigla nasconde il nome della destinataria Donna Santa Borghese e la sua “figura bionda”); e mostra quanto l’immane conflitto segnasse il Nostro. I riferimenti alle vicende personali antecedenti e successive al periodo bellico, però, sono assai circoscritti e, auspicando una compiuta narrazione biografica, ricorderemo alcuni tratti salienti fornitici dalla signora Anna Paola. Augusto era appassionato di teatro, come egli stesso racconta nell’autobiografco Memorie di un filodrammatico, libro uscito postumo nel 1971 (Assisi-Santa Maria degli Angeli, Ed. Porziuncola); una passione che si era sviluppata a contatto con Giovannina Aliprandi (1850-1922), la celebre attrice che nel 1912 si era ritirata a Trevi. Ed era appassionato anche di letteratura teatrale particolarmente in lingua inglese; talché, passando dalla Facoltà di Giurisprudenza a quella di Lettere Moderne che contemplava anche lo studio delle Lingue, conseguita la laurea all’Università di Roma con una tesi sul teatro negli Stati Uniti d’America, si dedicò, per l’Enciclopedia Italiana (la Treccani), alla compilazione di voci biografiche relative ad autori e attori statunitensi. Così instaurò uno stretto rapporto con il grande filologo e italianista Bruno Migliorini (1896-1975), in pratica un suo coetaneo, il quale per un certo periodo (1930-33) ebbe l’incarico di redattore capo di quella fondamentale operazione scientifico-editoriale. Nonostante il legame con Migliorini rimanesse solido nel tempo, esso non comportò per Bartolini vantaggi particolari sul piano di possibili percorsi e riconoscimenti accademici, in quanto l’intellettuale trevano circondato com’era da numerosissima prole dovette impegnarsi, oltre che nell’insegnamento di Lettere Moderne (cominciò nel 1935-36 all’Istituto Tecnico Commerciale di Foligno), in attività economiche che potessero sostenere nel miglior modo possibile le finanze domestiche. Diversamente da altri personaggi del suo illustre casato, si pensi all’onorevole Luigi Bartolini (1830-1902), Augusto fece una fugace apparizione sulla scena politica, ricoprendo l’incarico di presidente degli Istituti Riuniti di Assistenza e Beneficenza di Trevi negli anni 1944-46, un impegno iniziato dunque appena passato (dalle nostre parti) il fronte di guerra e appena liberatici dai nazi-fascisti; incarico importantissimo sul piano sociale, anche e soprattutto considerando il periodo nel quale lo espletò, ma non di primissimo piano dal punto di vista politico. Quanto ai legami del professore con Foligno, essi furono molteplici, con la Scuola e l’Accademia Fulginia va ricordata la sua partecipazione alla vita associativa del Rotary Club. Quando ormai era deceduto, alle Memorie di un filodrammatico, si fece seguire Foglie staccate dal vento, una raccolta di testi in prosa e in versi edita nel 1972 dalla Editrice Porziuncola. Postuma fu anche la nomina a Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto che giunse a Trevi con un diploma datato 5 giugno 1970, ovvero dopo la morte che aveva còlto Augusto il 27 aprile.

Feliciano Beddini Maffetti (), dal 1964.
Folignate, possidente, socio azionista della CaRiFo. Rappresentava nei due cognomi la confluenza genealogica di due casati già fiorenti al volgere del Seicento: i Beddini e i Maffetti. I primi, in Michelangelo di Giacomo (nato nel 1772), avrebbero avuto uno dei loro esponenti più insigni: sostenitore della (prima) Repubblica Romana, la “giacobina” del 1798-99, insieme al fratello maggiore Luigi (entrambi nel 1799 si facevano registrare tra i “civici”), nel 1807, tuttavia, restaurato da tempo il potere del papa, non disdegnava (e il fratello con lui) l’aggregazione al patriziato folignate; ma, con l’età napoleonica (1809-14), fu inevitabile che Michelangelo riscoprisse le antiche passioni. Così, fu nominato maire (oggi diremmo: sindaco) della Comune; divenne elettore di Circondario, presidente del Tribunale di Commercio, sottoprefetto ad interim del Circondario folignate, e, inserito (“imbussolato”) nel registro degli aventi titolo per la carica di consigliere municipale di Foligno, sarebbe diventato anche consigliere effettivo (1813). Nei rapporti ufficiali lo si menzionava come homme de vues bien étendues de talent, et attaché au Gouvernement, ed era considerato tra “li soggetti più istruiti nelle materie agrarie”. Con la seconda restaurazione del potere papale, Michelangelo fu retrocesso al Secondo Ceto, quello della Cittadinanza, mantenendo tuttavia il seggio nel Consiglio che deteneva ancora nel 1828. Un altrettanto autorevole esponente il casato Beddini lo ebbe in Giovanni. Questi sarebbe stato gonfaloniere (oggi diremmo: sindaco) al momento della partenza il 6-7 aprile 1848 dei volontari folignati per la prima guerra di Indipendenza, ed egli stesso si mobilitò (un libello austriacante del tempo lo sbeffeggiò paragonandolo a Napoleone); ed era gonfaloniere nell’ultima fase della (seconda) Repubblica Romana, cioè dal 3 maggio del 1849 (la repubblica sarebbe caduta il 3 luglio, ma gli austriaci avevano occupato Foligno già il 2 giugno) alla metà di luglio, quando veniva destituito: talché, non appena cominciarono le epurazioni, Giovanni veniva “diffidato”, ovvero subiva la pena meno grave delle tre previste, le altre essendo la detenzione carceraria e l’esilio; tuttavia le diffide si moltiplicarono nel tempo giacché, tra l’11 dicembre del ’49 e il 25 aprile del 1853, furono replicate ben tre volte. Caduto il papato temporale e unificata in parte l’Italia, troviamo Giovanni attivo nella demaniazione dei beni appartenenti all’asse ecclesiastico, e il 20 dicembre 1860, insieme ad altri tre esponenti del movimento risorgimentale Vincenzo Colombi, Giuseppe Federici e Alessandro Remoli, cominciava il proprio servizio di delegato inventariale; l’opera avrebbe richiesto un certo lasso di tempo come si vede dal diario dell’arciprete Bernardino Bartoloni Bocci il quale, sotto la data del 29 maggio 1861, annotava: “Hodie Iohannes Beddini et Vincentius Colombi inventarium pro Demanio in collegiatis fecerunt”. I sentimenti patriottici dei discendenti non sarebbero venuti meno, come dimostrava Michelangelo ju. Beddini Maffetti fornendo i documenti di cui disponeva quando il Comune di Foligno decise, nel 1884, di partecipare alla rassegna di documenti e cimeli da allestire nel padiglione riservato alla memoria risorgimentale nell’Esposizione generale italiana di Torino che si sarebbe tenuta nell’aprile di quell’anno. Settantasei anni dopo, il nostro accademico Feliciano, avrebbe partecipato alla composizione del Comitato Cittadino per la celebrazione centenaria dell’Unità d’Italia.
Ignoriamo quando sia avvenuta la congiunzione di un ramo Beddini con un ramo Maffetti, tuttavia ci sembra di poterla collocare tra il sesto e l’ottavo decennio dell’Ottocento; sta di fatto, comunque, che la notorietà dei Maffetti non era da meno di quella dei Beddini. Un notaio Pietro Maffetti era stato attivo sullo scorcio del Seicento (1691-1700), e uno speziale Feliciano (noto dal 1694, morto nel 1731), contitolare della spezieria Scentri & Maffetti al Trivio, era stato tra i più notabili negozianti della città. Se un indizio di prestigio sociale fu senza dubbio per entrambi i casati la titolarità di un palchetto nel Teatro dell’Aquila in palazzo Trinci (dal 1738), tale prestigio non ebbe il riscontro araldico che altre stirpi avrebbero avuto nella Sala delle Armi del palazzo comunale anche dopo la sua originaria decorazione effettuata nel 1760. Tuttavia, dal 1776, i Maffetti potevano vantare il possesso del sedile n. LXXI al maneggio dei Canapè dal quale assistere alle corse dei berberi o dei cavalli con fantino o alla giostra del toro. Altro indizio di prestigio era certamente l’appartenenza ai sodalizi culturali: Giovanni Battista Maffetti, oltre che primo titolare del detto sedile, fu tra i fondatori dell’Accademia degli Ergogeofili istituita (1784) nel Reclusorio Pio dall’ecclesiastico Domenico De Rossi. La residenza di campagna rappresentava un simbolo ulteriore del profilo notabilare. Il catasto pontificio del 1859 mostrava che i Beddini avevano sul colle di San Sebastiano (q 345), contigua alla parrocchiale omonima, una “casa di proprio uso” che tuttora, comunemente indicata come Villa Beddini, forma il nucleo nobile della proprietà Beddini Maffetti. Dal canto loro, i Maffetti, detenevano una possidenza in contrada Pisciarello nel territorio di Spello, nella quale si attestava dal 1773 una residenza con oratorio dedicato ai Santi Pietro e Paolo. Peraltro, stando a notizie degli anni 1713-16, risultavano già titolari di una cappellanìa intitolata al Santissimo Sacramento nella cattedrale di San Feliciano in Foligno.
Da quell’antica, instabile aggregazione patriziale, derivava verosimilmente l’appellativo di nobiluomo di cui si fregiava il nostro accademico Feliciano, consigliere e sindaco della CaRiFo, governatore per molti anni (1931-49) della Confraternita di San Leonardo o della Madonna del Pianto, della quale fecero parte anche con funzioni di consigliere Francesco Botti fondatore e primo presidente della Fulginia, Tommaso Biondi presidente ad interim del nostro sodalizio, Emilio De Pasquale altro fondatore e segretario perpetuo.
Vedi: F. Bettoni, Nel “Reclusorio” di Foligno: Domenico de Rossi e gli “Ergogeofili”, in BSCF, VII, 1983, p. 202; Sr. Maria Clotilde (Anna) Filannino, I monasteri di Foligno dalla soppressione del 1860 alla loro rinascita, in Storia religiosa e civile folignate. Miscellanea I, Foligno, Diocesi di Foligno, 1990, p. 186; B. Marinelli, La soppressione delle corporazioni religiose in Foligno nel 1860 e il convento agostiniano di San Nicolò, p. 214, nota 17; B. Lattanzi, Storia di Foligno, voll. III/II, IV, V, Roma, IBN Editore 2000-2002, passim; A. Melelli, F. Bettoni, C. Medori, Ville e grandi residenze di campagna nel territorio di Foligno, in “Istituto Policattedra di Geografia, Quaderno n. 13”, Perugia, Università degli Studi, 1991, pp. 76-77; M. Sensi, Visite pastorali della Diocesi di Foligno. Repertorio ragionato, Foligno, Diocesi di Foligno, 1991, passim; D. Cesarini, Storia del Santuario della Madonna del Pianto, Foligno, Confraternita della Madonna del Pianto, 2009, passim; R. Landi, A. Menichelli, P. Tedeschi, Foligno e il Risorgimento. La memoria ufficiale, in F. Bettoni (a cura di), Foligno e il Risorgimento. Documenti, Memorie, Ricerche, presentazione di S. Gentili, Foligno, Edizioni Orfini Numeister, 2012, pp. 38, 50, 73, 77, 98, 100, 111; G. Bertini, La Confraternita, in G. Bertini, E. Presilla, L. Sensi (a cura di), La Madonna del Pianto di Foligno. III Centenario dell’Incoronazione, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2016, pp. 474-475.

d. Giovanni Benedetti (1917-2017), dal 1978.
Folignate di adozione originario di Spello, incardinato nella Diocesi di Foligno, dottore in Filosofia, canonico teologo nel capitolo della cattedrale di Foligno, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Perugia, vescovo di Foligno (poi emerito); diffusore in Italia (1965-99) delle opere di H. de Lubac.
Sulle sue opere si veda: Cenni biografici e bibliografia a cura di M. Sensi allegata al fondamentale volume (815 pp.) di Giovanni Benedetti, La Chiesa in un mondo che cambia, a cura dello stesso Sensi, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2012; i Cenni di Sensi, vanno integrati con A. Buoncristiani, Mons. Giovanni Benedetti. La sua figura di vescovo al compiere dei suoi 100 anni, discorso per la celebrazione tenuta in Foligno l’11 marzo 2017, Foligno, Gazzetta di Foligno, 2018, e con L. Lepri, Benedetti teologo, per la medesima occasione (in corso di stampa).
Lo specifico messaggio (teologico, pastorale, e, per certi versi, nobilmente “politico”) del vescovo Benedetti alle donne e agli uomini della sua diocesi, si può ricostruire attraverso: Giovanni Benedetti, A servizio della comunità. Dieci anni di ministero episcopale 1975-1985, a cura di A. Buoncristiani, Foligno, Diocesi di Foligno, 1985; Un cammino di comunione e di speranza. Sedici anni 1976-1992 di ministero episcopale a Foligno di Mons. Giovanni Benedetti, a cura di A. Buoncristiani, Foligno, Diocesi di Foligno, 1992.
Si vedano anche i tre Quaderni, a cura dello stesso Buoncristiani, vicario generale di Benedetti, accademico della Fulginia, poi arcivescovo metropolita di Siena, dedicati al Sinodo della Chiesa di Foligno, Foligno, Diocesi di Foligno, 1988-91; nonché, Sinodo della Chiesa di Foligno 1986-1991, In ascolto dello Spirito e in dialogo con gli uomini. Costituzioni sinodali, Foligno, Diocesi di Foligno, 1991.
La profondità del pensiero di Benedetti si è espressa anche nella notevole sintesi su La teologia spirituale di Angela da Foligno, Firenze, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, 2009 (La mistica cristiana tra Oriente e Occidente, n. 17).

Lelio Bernardi (), dal 1971.
Folignate, impiegato pubblico, appassionato cultore di studi archeologici.

Tommaso Biondi (1891-1972), dal 1963.
Vedi nel sito “Storia-I presidenti (dal 1961)”.

Francesco Botti (1897-1968), fondatore nel 1961 e primo presidente.
Vedi nel sito “Storia-I fondatori” e “Storia-I presidenti (dal 1961)”.

Alfredo Bucci (), dal 1967.
Folignate, insegnante, presidente del Sottocomitato di Foligno della Croce Rossa Italiana.

C

Antonio Calistri (1916-2017), dal 1978, folignate di adozione originario di Perugia, docente di Materie Classiche negli Istituti superiori, preside di Istituti superiori.
Vedi: M. Coccia, I cento anni di Antonio Calistri, in “Foligno. Bollettino della Pro Foligno”, XVI, 2016, n. 6, pp. 3-4; Idem, Antonio Calistri: la vita, la scuola, Dante e Leopardi, in corso di stampa.

Giovanni Cecchini (), dal 1964.
Perugia, presidente della DSPU.
Vedi: E. Ciocca, Giovanni Cecchini, in BDSPU, 80 (1988), pp. 7-27; L. Brunelli, Per ricordare Giovanni Cecchini. Note sui matrimoni misti durante la persecuzione antiebraica a Perugia, in BDSPU, 109, 2012; Per Giovanni Cecchini, contributi di S. Innamorati, P. Monacchia, P. Pimpinelli, Atti dell’Incontro di studio (Perugia, Archivio di Stato, 9 ottobre 2006), in BDSPU, CXIII, 2016.

d. Francesco Conti (1917-2003), dal 1963.
Folignate, docente di Storia Ecclesiastica al Seminario Regionale in Assisi, direttore della Biblioteca “Lodovico Jacobilli” in Foligno.
Vedi: D. Cesarini, Mons. Francesco Conti, in BSCF, XXIX-XXX, 2005-2006, pp. 573-586; I. Remoli, Una vita tra Fede e Cultura, in “Foligno. Bollettino della Pro Foligno”, 14, 2014, n. 6, p. 5.

D

Delio Damiani (), fondatore nel 1961. Folignate, medico chirurgo.
Vedi nel sito “Storia-I fondatori”.

Mario De Dominicis (Ω 1980), dal 1967.
Folignate, giurista e romanista di chiara fama, professore universitario, direttore dell’Istituto di Storia e Filosofia del Diritto nell’Università degli Studi di Perugia, Medaglia d’oro della Pubblica Istruzione.
Vedi: A. Zama, In ricordo del Prof. Avv. Mario de’ Dominicis, in BSCF, V, 1981, p. 311; F. Cancelli, Mario De Dominicis, in BDSPU, 79 (1982), pp. 213-216.
Si era soliti ricordare il radicamento fulginate del Nostro e l’appartenenza dei De Dominicis alla falda elevata della città. Senza risalire troppo indietro nel tempo, ci limitiamo a menzionare il padre Augusto (1867-1917), dottore in Belle Lettere con laurea all’Università di Pisa, professore e direttore del Ginnasio pubblico di Foligno, poeta e prosatore, esponente di punta del cattolicesimo tradizionalista.
Al riguardo si veda F. Bettoni, Istituti per la Mobilitazione Civile, in Idem (a cura di), Foligno e la Grande Guerra (1914-1918). Economia, società, istituzioni lontano dal fronte, Foligno, Il Formichiere e L’officina della memoria, 2017, pp. 297-298 e passim; sarà inoltre da ricordare il profilo scritto da un suo allievo e nostro accademico, Pietro Pambuffetti (sul quale, infra, ad vocem), Uomini di Foligno. Augusto De Dominicis, in GF, 85, 1968, n. 22.

Emilio De Pasquale (1918-1997), fondatore nel 1961 e segretario perpetuo.
Vedi nel sito “Storia-I fondatori.
Folignate di adozione, originario di Andria (Bari), venne a Foligno con lo zio materno d. Beniamino Forte (infra, ad vocem).
La figura e l’opera del Nostro sono state ricordate il 6 ottobre 2018, con gli interventi di Anna Maria Rodante e Luigi Sensi, relatori ufficiali, e con la partecipazione di Lucia Bertoglio, Domenico Metelli, Luciano Piermarini e Boris Ulianich come si vede qui nell’articolo relativo all’evento con rassegna stampa.

E

Gino Epifani (), folignate, orefice, tra i promotori nel 1948 del ripristino non realizzato dell’Accademia Fulginia, consigliere della CaRiFo.

Giuseppe Ermini (1900-81), dal 1963.
Romano, giurista e storico, professore universitario, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, fu deputato al Parlamento, senatore e ministro della Repubblica.
Vedi: E. De Pasquale, Doveroso ricordo dell’On. Sen. Dr. Prof. Giuseppe Ermini, in BSCF, V, 1981, p. 312; G. Antonelli, Giuseppe Ermini, in BDSPU, 79, 1982, pp. 217-222; D. Segoloni, Giuseppe Ermini, ivi, 88, 1991, pp. 185-203; M. Mombelli Castracane, Ermini, Giuseppe Rufo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 43, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1993, pp. 221-226; E. Menestò, Ricordo di Giuseppe Ermini, in BDSPU, CVI, 2009, pp. 313-320.

F

d. Beniamino Forte (1885-1970), dal 1963.
Folignate di adozione originario di Andria (BA) trasferitosi in Foligno con il nipote Emilio De Pasquale (supra, ad vocem), canonico ordinario e poi primicerio della cattedrale di Foligno, cappellano della Confraternita dell’Oratorio, direttore dell’Istituto San Carlo (1924-25), direttore della “Gazzetta di Foligno” (1926-38, cui impresse un netto profilo filo-fascista e filo-imperialista, si leggano le pagine sui Patti Lateranensi del ’29 e sulla conquista dell’Etiopia nel ’36), fu latinista (notevoli i suoi componimenti ed epigrafi in latino) e grecista di vaglia, insegnò Belle Lettere nel seminario vescovile e, assai apprezzato, nel Ginnasio Liceo Comunale, tra il 1934 e il 1952 anno della statizzazione.
Vedi: Mons. Beniamino Forte primicerio della Cattedrale, in GF, 87 (1970), n. 48; Gazzetta di Foligno 1886-1986. Storia di una comunità in cento editoriali, a cura di D. Cesarini e G. Betori, Foligno, Gazzetta di Foligno, 1986; A. Nizzi, L’Istituto San Carlo di Foligno dal fascismo alla Resistenza, Foligno, Istituto San Carlo-Associazione “Città Viva”, 1999, p. 20; A. Nizzi, La città e il suo Liceo. Frammenti di storia, in A. Nizzi, D. Zappelli (a cura di), Il Liceo Classico di Foligno dal Fascismo alla Repubblica 1927-1952, I, Foligno, Liceo Classico “Federico Frezzi”, 2002, pp. 39-40, e passim con riferimento alle molte, assai estimative testimonianze di quanti ne sono stati allievi (con una foto a p. 246); D. Cesarini, Note storiche sulle preghiere alla Madonna del Pianto a Foligno, in G. Bertini, E. Presilla, L. Sensi (a cura di), La Madonna del Pianto di Foligno, pp. 435 e 450-451.

Giuseppe Franchini (1920-97), fondatore nel 1961 v. nel sito “Storia-I fondatori”.
Folignate di adozione originario di Turi (BA), commerciante, cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme con officiatura in tutte le solennità religiose cittadine in coppia con Emilio De Pasquale altro fondatore e segretario perpetuo dell’Accademia; esponente di primo piano dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana.

Urbano Franconi (), dal 1964.
Perugia, dottore e cultore di studi chimici.

G

Giuseppe Galligari (1919-2010), fondatore nel 1961.
V. nel sito “Storia-I fondatori”, e “Attività”, commemorazione tenuta da Rita Fanelli Marini il 29 gennaio 2020 (pdf scaricabile); in precedenza N. Natalucci, L’avvocato Giuseppe Galligari, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-213, pp. 461-463.

Volturno Gattafoni (1920-2003), dal 1978.
Folignate di adozione originario di Civitanova Marche, generale di brigata, promotore culturale alla Caserma “Gonzaga del Vodice” in Foligno, collaboratore della “Rivista Militare”, consigliere e presidente del Rotary Club Foligno, fu anche priore del Rione Spada afferente all’Ente Autonomo Giostra della Quintana.

d. Delfo Gioacchini (1918-99), dal 1967.
Orte, cultore di studi storici e storico-artistici.
Vedi: S. Stefanini, Orte ricorderà mons. Delfo Gioacchini: storico, educatore alla culura e alla solidarietà, 11 maggio 2019, in www.newtuscia.it; Il liceo intitolato a “Don Delfo Gioacchini”, in ViterboOggi.eu, anno 21, 2009, n. 91; TusciaWeb, 3 novembre 2009.

Guglielmo Gorni (1945-2010), dal 2006.
Folignate di adozione originario di Romprezzagno di Tornata (Cremona), italianista e filologo, professore universitario.
Vedi: A. Picuti, Guglielmo Gorni, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2013, pp. 467-473.

L

Bernardino Lattanzi (1914-2006), dal 1967.
Folignate, v. nel sito “Storia-I presidenti (dal 1961)”; in “Archivio”, il profilo scritto da F. Bettoni (pdf scaricabile).

Mario Laureati (1904-2000), dal 1978.
Folignate di adozione originario di Sanseverino Marche, medico chirurgo specializzato in Pediatria, socio fondatore e presidente del Rotary Club Foligno (1959), cultore della Numismatica, fu attivo con funzioni di vice-presidente (1961-62), quindi (1962) di presidente per venticinque anni, infine presidente onorario (1987) del Circolo Filatelico e Numismatico di Foligno.
Si veda: L. Sensi, Mario Laureati, in BSCF, XXIII-XXIV (1999-2000), pp. 401-403; l’annalistica compilazione Cinquant’anni 1958-2008. Storia del Circolo Filatelico e Numismatico di Foligno, presentazione di E. Valeri, Foligno Circolo Filatelico e Numismatico, 2011, edizione poligrafata; Rotary International Distretto 2090, 1959-1960/2009-2010/Rotary Club Foligno. Protagonisti eventi documenti testimonianze, Foligno, Rotary Club Foligno, [2013].

M

Paolo Maffei (1926-2009), dal 1964.
Di stirpe folignate ma di nascita aretina, fu astrofisico di chiara fama e professore universitario.
V. nel sito “Archivio”, video della relazione tenuta da F. Bettoni su Paolo Maffei e l’indagine storica, 28 febbraio 2015; M. Busso, Un ricordo di Paolo Maffei, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2015, pp. 457-460.

Enrico Mancini (), fondatore nel 1961 v. nel sito “Storia-I fondatori (dal 1961)”.
Folignate, dottore in Scienze biologiche, docente negli Istituti Superiori, fu più volte vice-presidente dell’Associazione Pro Foligno.
Vedi: Pro Foligno, Cento anni per la città 1905-2005. Appunti…, Foligno, Pro Foligno, 2005, passim.

Francesco Mancini (1889-1961), fondatore nel 1961 v. nel sito “Storia-I fondatori (dal 1961).
Folignate, medico chirurgo specialista in Odontoiatria, possidente, promotore nel 1948 del ripristino non realizzato dell’Accademia Fulginia, consigliere e presidente della CaRiFo, promotore e fondatore della locale Azienda di Turismo e Soggiorno, presidente dell’Associazione “Pro Foligno”, socio fondatore e presidente del Rotary Club Foligno, fu ideatore e realizzatore di quello che sarebbe diventato e tuttora è il Centro di Addestramento Professionale Agricolo “Francesco Mancini”.
Si veda: F. Baldaccini, Francesco Mancini, in BDSPU, 59, 1962, pp. 307-308; Dott. Francesco Mancini, in Pro Foligno, Cento anni per la città 1905-2005. Appunti…, Foligno, Pro Foligno, 2005, p. 48; M. P. Bianchi, Francesco Mancini, in Cassa di Risparmio di Foligno 1858-2008, Nascita e sviluppo dell’Istituto Bancario. L’impegno degli uomini, Foligno, CaRiFo, 2008, n.p.

Giuseppe Mancini (1916-2017), dal 1963.
Folignate, avvocato, fratello di Nazzareno (infra), vice presidente e presidente della CaRiFo, consigliere dell’Associazione “Pro Foligno”, fu socio fondatore e presidente del Rotary Club Foligno, governatore della Confraternita di San Leonardo e della Madonna del Pianto; è l’autore (1946) del Bando di indizione della Giostra della Quintana.
Vedi: G. Galligari, Mancini, Ottaviani, Radi, in Cassa di Risparmio di Foligno 1858-2008. Nascita e sviluppo dell’Istituto Bancario. L’impegno degli uomini, Foligno, CaRiFo, 2008, n.p.; G. Bertini, E. Presilla, L. Sensi (a cura di), La Madonna del Pianto di Foligno; M. Lai, Intervista all’avv. Angelo Mancini. In ricordo del padre avv. Giuseppe, in “Foligno. Bollettino della Pro Foligno”, 17, 2017, n. 3, pp. 1-2; A. Mancini, Giuseppe Mancini, in corso di stampa.

Mario Mancini (), dal 1967.
Folignate, ufficiale superiore, cultore di Numismatica; socio fondatore, vice-presidente (1958) e presidente (1959-62) del Circolo Filatelico e Numismatico di Foligno (1959), Sodalizio i cui promotori sono stati Giuseppe Socci e Angelo Morichini, con Tito Vezio Marziali primo presidente; durante la presidenza di Mancini, viene istituita l’annuale Mostra Filatelico-Numismatica, della cui serie (ininterrotta) si ha una efficace rassegna nell’annalistica compilazione Cinquant’anni 1958-2008. Storia del Circolo Filatelico; in particolare, per ciò che riguarda il nostro Accademico si vedano: all’anno 1962, p. 37, un suo articolo di sintesi storica, Numismatica folignate, da “La Nazione”, 18 agosto; all’anno 1964, p. 69, altro articolo di sintesi storica sempre a lui dovuto, in “La Nazione”, 15 luglio; all’anno 1965, pp. 84-86, le riproduzioni delle copertine dei seguenti testi: La monetazione in Foligno durante i secoli. La monetazione dei papi nelle Zecche dell’Umbria, Spoleto, Panetto e Petrelli, 1965; Piermatteo ed Emiliano Orfini, “maestri” della Zecca vaticana, e della Zecca di Foligno. I maestri di Zecca in Foligno nel 1500, Spoleto, Panetto e Petrelli, 1965; nonché del Catalogo-Prezzario Monete: Stato Pontificio-Città del Vaticano (dal 1700 al 1965), con una descrizione di oltre 4.000 monete e con una tavola di stemmi, Foligno, snt [1965], curato dal medesimo Mancini con G. Cirenei; sempre al 1965, pp. 103-104, resoconti giornalistici ricordano che Mancini ha ottenuto la Medaglia Vermeille del Rotary Club Foligno per la sua attività di studioso numismatico; all’anno 1972, pp. 275 e 278, vengono riprodotti: la copertina di La monetazione dei papi nelle zecche dell’Umbria. Le monete e gli zecchieri di Foligno durante i secoli, Spoleto, Panetto e Petrelli, 1972; e un ampio servizio su questo testo da “La Nazione” del 23 settembre.

Nazzareno Mancini (1914-2012), fondatore nel 1961 v. nel sito “Storia-I fondatori.
Folignate, fratello di Giuseppe (supra), dottore in Economia e Commercio, funzionario di Enti economici, pubblicista, fu direttore responsabile del BSCF.
Vedi: G. Bosi, Nazzareno Mancini, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2013, pp. 487-489.

Antonio Maneschi (), dal 1967.
Folignate, avvocato, cultore di studi umbri, censore generale delle classi, padre della seguente Maria Virginia, consigliere dell’Associazione di Pubblica Assistenza “Croce Bianca” (7 dicembre 1944, appena liberata Foligno dai nazi-fascisti), consigliere e sindaco revisore della CaRiFo, fu consigliere dell’Associazione “Pro Foligno” e presidente della Comunanza Agraria di Sant’Eraclio.

Maria Virginia Maneschi in Prosperi Valenti (1920-2005), dal 1963.
Folignate, figlia del predetto Antonio, docente di Lettere Classiche, fu cultrice di studi archeologici e storici.
Si veda: L. Sensi, Maria Virginia Maneschi Prosperi-Valenti, in BSCF, XXIX-XXX, 2005-2006, pp. 605-608; da collegare ad E. De Pasquale, In ricordo del Dott. Simone Prosperi Valenti, in BSCF, V, 1981, p. 313.

Mario Martini (1918-2007), dal 1978.
Folignate di adozione originario di Sora, docente di Materie classiche negli Istituti superiori, latinista di vaglia.
Vedi M. Sensi, Mario Martini, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2013, pp. 421-425.

Dante Mattòli (1913-2005), fondatore nel 1961 v. nel sito “Storia-I fondatori.
Folignate, medico chirurgo specialista in Odontoiatria, cultore di memorie locali, vice-presidente dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana e priore del Rione Ammanniti, fu consigliere e presidente dell’Associazione “Pro Foligno”, consigliere e presidente dell’Associazione di Pubblica Assistenza “Croce Bianca”, presidente dell’Associazione “Lions Club”.
V. Dott. Dante Mattòli, in Pro Foligno, Cento anni, p. 64.

Carlo Messini (1923-2010), dal 1998.
Dottore in Farmacia, dirigente di Enti pubblici, consigliere comunale, fu cofondatore e presidente dell’Università della Terza Età “Unifol” in Foligno. Tra i suoi scritti, segnaliamo: Il farmaco nelle prime immagini pubblicitarie, [Foligno, Co.gra.fo], 1988; Bacco dottore. Il vino nella terapia tra leggenda, storia, magia e scienza, [Roma, Pol Grafica], 1988 e 1995.
Vedi: M. Timio, Carlo Messini: il farmacista dal cuore grande, estratto da: M. Timio, La famiglia Messini a Foligno: il medico, il prete, il farmacista, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2013, pp. 486-490.

N

Giovanni Battista Natalucci Sasso (1914-99), dal 1978.
Folignate di adozione, docente negli Istituti statali superiori, consigliere e sindaco revisore della CaRiFo, fu presidente dell’Associazione “Pro Foligno”.
Si veda: M. G. Galligari, Giovanni Battista Natalucci Sasso, in BSCF, XX-XXI, 1996-1997, pp. 891-893.

O

Amilcare Ottaviani (1920-97), dal 1978.
Folignate, avvocato, consigliere e presidente della CaRiFo, presidente dell’Associazione “Pro Foligno”, fu socio fondatore, consigliere e presidente del Rotary Club Foligno.
Vedi: M. G. Galligari, Amilcare Ottaviani: un uomo per Foligno, in BSCF, XIX, 1995, pp. 695-696; G. Galligari, Mancini, Ottaviani, Radi, in Cassa di Risparmio di Foligno 1858-2008. Nascita e sviluppo dell’Istituto Bancario. L’impegno degli uomini, Foligno, CaRiFo, 2008, n.p.

P

Pietro Pambuffetti (1892-1968), dal 1963.
Da Montefalco, dottore in Giurisprudenza, cultore di studi storici e storico-artistici, socio corrispondente della DSPU; insegnante nel Liceo-Ginnasio comunale e preside dello stesso prima della statizzazione (1952), pubblicò tre volumetti di Annales (Foligno, 1946-48), nei quali condensò (dal 1944), il suo pensiero educativo e culturale; intanto, aveva fondato e diretto “Montefalco” (1937-43), un periodico la cui rilevanza per la storia del luogo è tuttora vitale come si vede nel libro di G. De Petra, accademico corrispondente della Fulginia, dedicato a Il palazzo di Cherubino Tempestivi a Montefalco (Perugia, DSPU, 2003); collaborò assiduamente con l’Associazione “Pro Foligno”, e per la “Gazzetta di Foligno” scrisse numerosissimi articoli fino a pochi giorni dalla sua morte avvenuta il 25 dicembre ’68.
Vedi: Lutti, in GF, 85, 1968, n. 52; In memoria del Prof. Avv. Pietro Pambuffetti, Foligno, Società Pro Foligno, 1969, commemorazione organizzata congiuntamente con l’Accademia Fulginia, tenuta da Tommaso Biondi suo presidente ad interim, nella sala del Consiglio comunale il 24 maggio 1969, E. De Pasquale, Atti dell’Accademia Fulginia dal 30 giugno 1961 al 24 maggio 1969, in BSCF, I, 1969, pp. 157-158; N. Proietti, Prof. Pietro Pambuffetti, GF, 105, 1990, n. 30; Pro Foligno. Cento anni, passim (con una bella foto a p. 76); A. Nizzi, La città e il suo Liceo, le pp. 57-63 in particolare, ma anche passim, con particolare riferimento alle molte, entusiastiche testimonianze dei suoi allievi.

Vittorio Paolillo (), dal 1971. Folignate, dirigente di Enti economici.

Benedetto Pasquini (1889-1967), dal 1963 v. nel sito “Storia-I Presidenti (dal 1961)”.

Raoul Peppoloni (), fondatore nel 1961 v. nel sito “Storia-I fondatori.
Folignate, funzionario di Enti economici.

Enzo Picugi (1919-98), dal 1978.
Folignate, docente di Materie Letterarie negli Istituti statali superiori, consigliere della Società “Dante Alighieri”, fu autore di L’Istituto Tecnico Commerciale “Feliciano Scarpellini”. Cinquant’anni di vita, Foligno 1917-1967, Foligno, Poligrafica Salvati, 1967, libro che abbiamo utilizzato per le schede di Bartolini (v. supra) e Zappelli (v. infra).

Giovanni Polanga (1913-68), dal 1963.
Folignate, docente di Materie Letterarie nelle Scuole medie e preside, fu poeta, commediografo, pianista e compositore amatoriale.
V. Giovanni Polanga, in G. S. Piermarini, G. Tonnetti, Sant’Eraclio tra Ottocento e Novecento, prefazione di B. Paci, postfazione di F. Bettoni, Foligno, Foligno Libri, 2017, pp. 225-227.

Luigi Pompili (1893-1975), dal 1964.
Originario di Spoleto, italianista, scrittore e saggista, segretario (dal 1923 per quattro anni) e presidente dell’Accademia Spoletina (per diciassette anni in due riprese), cui il Sodalizio rese omaggio nel 1973 con una medaglia d’oro per onorarne il Cinquantennio di “militanza” accademica. Nella Biblioteca Comunale “Dante Alighieri” di Foligno troviamo la Cronaca di fra Giordano da Giano, curata da Pompili (Brescia, Morcelliana, 1932), il godevolissimo A Spoleto tra Ottocento e Novecento (Spoleto, Banca Popolare di Spoleto, 1966), e una serie di saggi pubblicati nella rivista accademica “Spoletium”; visite alla Biblioteca “Giosuè Carducci” di Spoleto e alla Biblioteca Augusta di Perugia consentiranno di approfondire la conoscenza del Personaggio. Nel tratteggiarne la figura, si è sottolineato anche il profondo convincimento cristiano di Pompili, di cui fu certamente un’espressione la commemorazione che Egli tenne in Santa Eufemia (Spoleto, 16 ottobre 1955) di d. Domenico Ettorre (1882-1943), il quale era morto vescovo di Nocera Umbra ma, all’inizio del Novecento, era stato un punto di riferimento della gioventù cattolica spoletina ed italiana, si veda l’opuscolo Memorie autobiografiche di don Domenico Ettorre, Spoleto, Tip. dell’Umbria, 1956 (si trova alla Biblioteca “Lodovico Jacobilli” di Foligno).
Per un primo approccio: Ricordo di Luigi Pompili, in “Spoletium”, XVII, 1975, n. 20, pp. 3-5.

Nazzareno Proietti (1920-98), dal 1981.
Folignate, docente di Materie Letterarie negli Istituti statali superiori, cultore di storia folignate, collaboratore della “Gazzetta di Foligno”.
Vedi [L. Sensi], Nazzareno Proietti, in BSCF, XX-XXI, 1996-1997, pp. 882-883.

Simone Prosperi Valenti (Ω 1982), dal 1967.
Folignate, consigliere di Stato, promotore nel 1948 del ripristino non realizzato dell’Accademia Fulginia.
Si veda E. De Pasquale, In ricordo del Dott. Simone Prosperi Valenti, in BSCF, V, 1981, p. 313; da collegare a L. Sensi, Maria Virginia Maneschi Prosperi-Valenti, in BSCF, XXIX-XXX, 2005-2006, pp. 605-608.

R

Lanfranco Radi (1932-2006), dal 1998.
Folignate, fratello di Luciano (infra) e di Leonello (infra); progettista architettonico-disegnatore, esperto di restauri conservativi e di cultura materiale, pittore, caricaturista, ispettore onorario ai Monumenti, ideatore del Concorso Internazionele dell’Umorismo (Foligno, 1959-66; poi Humourfest, 1985) insieme a Bernardo Bolli, Alvise Cecconelli, Lanfranco Cesari; ideatore e realizzatore della celebre mostra “Lo Spazio dell’Immagine” (Foligno, palazzo Trinci, 1967), con Giuseppe Merchiori alla presidenza del Comitato organizzatore; cofondatore della Ediclio (1972-85), insieme a Giovanni Carnevali, Luciano Cicioni e Arnaldo Picuti, associazione editoriale nata con l’intento di avviare una “Bibliotheca Umbriae” sull’evidente scia dello storiografo folignate Lodovico Jacobilli (1598-1664).
Vedi: A. Moretti, Lanfranco Radi, in BSCF, XXIX-XXX, 2005-2006, pp. 609-612; A. Picuti, Ricordo di Lanfranco Radi, in “Archeo Foligno”, 2006, 4, p. 12; L. Martini, Lanfranco Radi, in P. Belardi (a cura di), NAU, pp. 76-79; R. Fanelli Marini, L’uomo, in P. Belardi, L. Martini (a cura di), Lanfranco Radi. Il DNA rurale dell’architettura umbra, Foligno, Il Formichiere, 2016, pp. 19-26; F. Ferretti, Il progettista, ivi, pp. 51-65 (ma l’intero volume è da leggere, con bibliografia puntuale curata da L. Martini); M.Morelli, Lanfranco Radi. Breve itinerario artistico e culturale, in Eadem (a cura di), Caleidoscopio Naturae. Lanfranco Radi, Foligno, Il Formichiere, 2016, pp. 8-13; della stessa Morelli, Il seme della pittura, ivi, pp. 15-27, nonché il ricchissimo contributo di F. Marcelli, Lanfranco Radi. O del natural desiderio di sapere, ivi, pp. 39-70; Lo spazio dell’immagine, introduzione di I. Tomassoni, Foligno, Il Formichiere, 2017; M. Lai, Lo spazio dell’immagine 1967-2017. Intervista al professor Italo Tomassoni, in “Foligno. Bollettino della Pro Foligno”, 17, 2017, n. 7-8, pp. 1-2.
Durante il restauro (1962-63) di un’ala del palazzo Trinci in Foligno, Lanfranco si avvalse dell’opera di un validissimo maestro muratore, sul quale si veda L. Sensi, Leopoldo del Carpio, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2013, pp. 465-466; sull’intervento, v. Lanfranco Radi, Il restauro della “scala gotica” nel palazzo Trinci a Foligno (1963), ivi, XI, 1987, pp. 219-260. Quanto alla cultura materiale e alle tecniche della lavorazione edilizia, v. L. R., Foligno in particolare, elementi tipologici dell’edificazione storica, introduzione di P. Marconi, Foligno, Comune di Foligno-Area Gestione del Territorio, 1997 (con il figlio architetto Lorenzo).

Leonello Radi (1930-2017), dal 1987.
Folignate, fratello di Luciano (infra) e di Lanfranco (supra), dottore in Economia e Commercio, fu direttore generale e poi presidente della CaRiFo.
Vedi G. Galligari, Mancini, Ottaviani, Radi, in Cassa di Risparmio di Foligno 1858-2008. Nascita e sviluppo dell’Istituto Bancario. L’impegno degli uomini, Foligno, CaRiFo, 2008, n.p.; In ricordo di Leonello Radi, in “Foligno. Bollettino della Pro Foligno”, 17, 2017, n. 2, pp. 4-5 (speciale); D. D’Ingecco, In memoria di Leonello Radi, in corso di stampa.

Luciano Radi (1922-2014), dal 1982.
Folignate, fratello di Leonello (supra) e di Lanfranco (supra), dottore in Scienze Economiche, professore universitario, consigliere comunale, deputato al Parlamento, senatore della Repubblica, fu ministro e sottosegretario di Stato.
Si veda: G. Galvani, M.V. Guasticchi, Onorevoli …Personaggi della Prima e della Seconda Repubblica a confronto, Città di Castello, Edimond, 1994, pp. 29-49; D. Cesarini, Aspetti della vita culturale e politica di un folignate: Luciano Radi, in BSCF, XXIX-XXX, 2005-2006, pp. 247-285; il NECROLOGIO nel BSCF, in corso di stampa, anticipato in www.arteculturaoggi.it.. Il nonno paterno dei tre accademici Radi, l’insegnante elementare poi direttore didattico e vice-ispettore scolastico Adolfo (1850-1933), originario di Fossombrone (Marche), era stato, dal 1874, un animatore molto attivo della vita culturale, associativa e sociale di Foligno, F. Bettoni, L’Associazionismo e la Mobilitazione Civile, in Idem (a cura di), Foligno e la Grande Guerra, pp. 353-354 e passim.

S

Felice Sabatini (1892-1986), dal 1963.
Folignate, ingegnere, sindaco revisore, consigliere, vice-presidente e presidente della CaRiFo, consigliere dell’Istituto di Credito Agrario per l’Italia Centrale, membro del comitato di presidenza delle Casse di Risparmio dell’Italia Centrale, sindaco revisore e consigliere del Medio Credito Regionale Umbro.
Vedi R. Marconi, Felice Sabatini, in Cassa di Risparmio di Foligno 1858-2008. Nascita e sviluppo dell’Istituto Bancario. L’impegno degli uomini, Foligno, CaRiFo, 2008, n. p.; l’illuminante contributo di P. Battoni, Città e territorio nell’Archivio Sabatini, in R. Marconi e Altri (a cura di), Un ingegnere a Foligno. L’archivio di Felice Sabatini (1891-1984), Foligno, Edizioni Orfini Numeister, 2008, pp. 17-26.

Giuseppe Salari (1909-2004), dal 1988.
Folignate di adozione originario di Spello, avvocato, fu consigliere comunale in Foligno, senatore della Repubblica, fu più volte sottosegretario di Stato, presentò il disegno di legge per la costituzione in Spoleto del Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo (CISAM, oggi Fondazione); fu fondatore e primo presidente dell’Accademia Nazionale dell’Olivo, presidente dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana, presidente dell’Aero Club Foligno, presidente del Centro di Addestramento Professionale Agricolo “Francesco Mancini”.
Vedi L. Sensi, Sen. Giuseppe Salari, in BSCF, XXIX-XXX, 2005-2006, pp. 587-591; P. Castellani, Un politico anomalo, un legislatore vero, commemorazione di G. Salari letta nella Sala del Rescritto del Palazzo Comunale di Spello, 12 settembre 2009, in BSCF, XXXV-XXXVI, 2012-2013, pp. 403-412.

Lodovico Scaramucci (1923-2015), dal 1967.
Folignate, v. nel sito “Storia-I presidenti”.

Mario Scaramucci (), dal 1978, folignate, medico chirurgo.

Ugo Scaramucci (1883-1970), dal 1964. Folignate, pittore.
Vedi E. Cecconelli, Ugo Scaramucci, in Foligno nell’età del Futurismo, Foligno, CaRiFo, 2012, n. p.

d. Domenico Schenardi (1915-79), dal 1964.
Abate-parroco olivetano in Santa Maria in Campis (1951-71).
Sui lavori promossi dall’Abate nella detta chiesa v. F. Bettoni, B. Marinelli, Foligno. Itinerari dentro e fuori le mura, Foligno, Edizioni Orfini Numeister, 2001, pp. 197 e 200-201; D. Cesarini, Brevi note storiche sulle parrocchie della Diocesi di Foligno. Con un’appendice sulle aggregazioni laicali, Foligno, Diocesi di Foligno, 2013, pp. 53-54 e bibliografia di base per delineare il profilo biografico dell’Abate, p. 56.

d. Mario Sensi (1939-2015)
v. nel sito “Storia-I presidenti”; “Archivio”, i contributi (pdf scaricabili) di F. Bettoni e F. Frezza.

T

Mario Tabarrini (), dal 1978.
Folignate di adozione originario di Castel Ritaldi (PG), direttore didattico, cultore di studi umbri, fu autore di un’opera fortunata in tre volumi: L’Umbria si racconta. Dizionario, Foligno-Assisi, Tipografia Porziuncola, 1982; negli anni 2001-2014 è stato realizzato il premio Castel Ritaldi Paese delle Fiabe a lui intestato.

Giuseppe Tardioli (), dal 1978, folignate, insegnante elementare,

V

Emanuele Verdura (1921-90), dal 1978.
Folignate di adozione, dottore in Lettere moderne, fu docente negli Istituti superiori.
Si veda Emanuele Verdura, in BSCF, XIV, 1990, p. 729.

Leonardo Viviani (), dal 1967, da Perugia, presidente dell’Accademia Musicale d’Italia.

Z

Aldo Zama (1902-98), dal 1967.
Folignate di adozione originario di Faenza, medico chirurgo, fu presidente dell’Associazione “Pro Foligno”, vice-presidente dell’Accademia Fulginia, consigliere della Società “Dante Alighieri”, segretario e presidente del Rotary Club Foligno.
Vedi M. Laureati, Aldo Zama, in BSCF, XX-XXI, 1996-1997, pp. 884-886.

Carlo Zappelli (), dal 1964.
Folignate d’adozione, preside dell’Istituto Tecnico Commerciale “Feliciano Scarpellini” (1936-38), poi del Liceo Scientifico (1940-53), quindi del Classico “Federico Frezzi” (1953-62), consigliere della CaRiFo.
Si veda: F. Gentili, Il profilo di un decennio di presidenza, in A. Nizzi, D. Zappelli (a cura di), Il Liceo Classico di Foligno dal Fascismo alla Repubblica 1927-2007, II, Dal 1952 ad oggi, Foligno, Istituto Statale di Istruzione Classica “Federico Frezzi”, 2007, pp. 54-58 e 59-145 con riferimento alle varie testimonianze dei liceali allora frequentanti, alcune molto interessanti come quelle di Arnaldo Picuti (pp. 36-38), Franco Torti (38-41), Luciano Cicioni (44-45), Alessandro Pagliacci (69-75), Pietro Pergolari (94-95), e di Maria Carmela Ottaviani (128-130) appartenente all’ultima generazione studentesca; nonché, tra gli insegnanti, di Rinalda Bottai (59-61).

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